La lezione del Premio Nobel Joseph Stiglitz ha aperto ufficialmente il Festival della Tecnologia

Gio, 7/11/2019 - 20:58

"Questo festival è un dono che facciamo alla nostra città, al nostro Paese. Le persone sono colpite da una crisi economica e da molte incertezze sul futuro. Dobbiamo fare massa critica  guardando alle novità non con timore ma con speranza, perché le tecnologie nascono per l'uomo" così il Rettore Guido Saracco ha inaugurato la prima edizione del Festival della Tecnologia, evento che celebra i 160 anni della Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, poi diventata Politecnico di Torino.

Quattro giorni di incontri e dibattiti per riflettere sul rapporto tra tecnologia e umanità con il contributo di più di 300 relatori.

Dopo i saluti istituzionali - gli interventi dell'assessore regionale alla Sicurezza e alle Politiche Giovanili  Fabrizio Ricca e della Sindaca Chiara Appendino - e l'esibizione musicale del Coro PoliEtnico, l'evento inaugurale del festival ha ospitato un "protagonista d'eccezione": il premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz. L'economista americano, insignito dal celebre riconoscimento nel 2001, ha ricevuto dall'Ateneo una laurea ad honorem in Ingegneria Gestionale, "per l'impegno profuso nell'analisi dei mercati e nel modo in cui ha contribuito a cambiare il pensiero economico contemporanea", si legge nelle motivazioni del conferimento.

Stigliz, autore di "Persone, potere e conflitti", un libro che uscirà in Italia a maggio 2020, ha tenuto una lectio magistralis sul rapporto tra le innovazioni e le diseguaglianze.  "Nel corso del tempo le tecnologie che ci circondano sono cambiate e di conseguenza è cambiato il nostro rapporto con esse. Oggi possono risolvere molti problemi ma di conseguenza ne creano altri, soprattutto a livello sociale", ha spiegato l'economista, che ha messo in guardia la platea dalle implicazioni inaspettate e controproducenti delle innovazioni sulla società. L'esempio che viene citato è l'utilizzo dei dati da parte di gigantesche aziende private (l'impero della gig economy). 

I cambiamenti tecnologici "vanno governati": solo così possono apportare effetti positivi, "Migliorare l'educazione delle persone e portare benefici alla collettività": per  Stiglitz  l'utilizzo della macchine non deve servire a eliminare il lavoro o a creare nuova disoccupazione, ma "a facilitare la vita delle persone". La sfida da raccogliere per il futuro è quella di "fornire un'educazione tecnologica adeguata a tutti". Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, "dove troppe persone non possono accedere ai processi tecnologici e usufruire degli effetti benefici delle innovazioni", ha concluso l'economista.

 

Riccardo Pieroni (futura.news)