Il teorico dei media Geert Lovink dialoga con Stefano Quintarelli sul futuro della rete globale

Ven, 8/11/2019 - 16:39

“La critica non è solo biasimo: quello che cerchiamo di fare all’Institute of Network Cultures è una critica radicale ma al tempo stesso il tentativo di sviluppare alternative”. Introdotto da Stefano Quintarelli, tra i pionieri nella introduzione di Internet in Italia, il teorico dei media Geert Lovink ha illustrato i principali progetti del centro di ricerca di cui fa parte.

Tra i temi, i video online con il progetto VideoVortex e la più grande enciclopedia online in collaborazione con la Wikipedia Research Initiative: “È la più grande iniziativa no profit su Internet ed è entrata pienamente nella vita di tutti i giorni – ha sottolineato Lovink - ma la diamo per scontata”.

Geert Lovink si occupa anche di alta finanza con MoneyLab, network avviato sei anni fa in seguito alla crisi del 2008: “Il modello della Silicon Valley in cui tutto è gratuito in cambio dei dati andrà alla fine: si pone il problema di come si finanzierà Internet, ma non con un sistema simile a quello dell’advertising di Google – ha raccontato Lovink -  Il “peer-to-peer” è tecnicamente possibile, pagando direttamente il bene o il servizio a chi lo eroga: non è un’utopia, ma ci sono potenti forze che operano per evitare gli scambi diretti, perché dal metodo che usano traggono profitto. Il ‘contratto sociale’ di Internet, in ogni caso, lentamente ma inesorabilmente sta andando in crisi”.

I principali fattori che sono intervenuti nel settore, secondo Lovink, non sono solo l’introduzione del bitcoin, ma anche la crescita del crowdfunding e delle monete locali. Sul tema sarà incentrata la conferenza Outside of finance in programma per il 15 novembre ad Amsterdam. Ne seguiranno altre a Lubiana in primavera, a Helsinki dopo l’estate e ancora in Australia. Al momento MoneyLab sta riflettendo sull’impatto globale della blockchain, a 360 gradi, e sulle prospettive di cambiamento dell’editoria digitale, ma anche sul design e sugli effetti psicologici del web e dei social media.

I consigli di lettura dello studioso per approfondire questi temi sono The stack di Benjamin H. Bretton, non disponibile in italiano, e The age of surveillance capitalism. The fight for a human future at the new frontier of power di Shoshana Zuboff, tradotto quest’anno da Luiss University Press con il titolo Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri.

Lovink ha replicato la sua partecipazione al Festival con un evento nel pomeriggio al Circolo dei Lettori, per presentare il suo nuovo libro Nichilismo digitale. L’altra faccia delle piattaforme: focus sull’evoluzione della rete negli ultimi anni - “Brexit, Trump e Cambridge Analytica hanno portato un grande cambiamento nella cultura di Internet e nella consapevolezza” sostiene Lovink - e sulla crescita geopolitica dei grandi blocchi mondiali - Stati Uniti, Cina, Europa e Russia - di cui prevede uno sviluppo ulteriore nei prossimi anni. I demoni ci sono, ma si combattono con il pensiero e con l’informazione.

 

Adriana Riccomagno (futura.news)